L’ecosistema marino – il più grande ecosistema della Terra – svolge un ruolo cruciale nei processi rigenerativi. Essendo in grado di fornire “servizi alla natura” (ovvero servizi ecosistemici) quali servizi di regolazione, di approvvigionamento, di supporto e culturali, rappresenta una soluzione naturale contro il cambiamento climatico. Queste capacità naturali dell’ecosistema sono elementi chiave per l’elaborazione di soluzioni volte a rigenerare ambienti fortemente compromessi. Le soluzioni basate sulla natura o NBS sono strumenti riconosciuti che contribuiscono alla vitalità e alla salute dei sistemi economici attraverso la creazione e il mantenimento di percorsi rigenerativi. Il ripristino degli ecosistemi, degli habitat e delle specie, l’adozione di approcci circolari, l’uso sostenibile delle risorse oceaniche e lo sviluppo di infrastrutture verdi a livello costiero devono contribuire a definire percorsi rigenerativi e virtuosi. Questi garantiranno il ripristino a lungo termine di un ambiente naturale ricco di biodiversità e resiliente, contribuendo agli obiettivi europei di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e al raggiungimento degli obiettivi internazionali entro il 2050.
In questo contesto internazionale, il progetto RAISE (Spoke 4, progetto 8) rappresenta un esempio concreto di come azioni partecipative coordinate e basate sugli ecosistemi possano apportare cambiamenti significativi sui territori e contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’UE. Basandosi su ricerca, tecnologie, innovazione e azioni partecipative, e nell’ambito della piattaforma di cooperazione Smart Bay Santa Teresa, questo progetto ha contribuito a ripensare una baia portuale trasformandola in uno spazio rigenerativo, dedicato alla sperimentazione e alla partecipazione dei cittadini.
Nel corso di questo progetto sono stati raggiunti due obiettivi principali: 1. la protezione della baia di Santa Teresa dall’ancoraggio, al fine di preservare le tecnologie di monitoraggio e gli ecosistemi; 2. la rigenerazione della baia di Santa Teresa attraverso l’adozione di approcci circolari per creare NBS in ambiente marino.
Grazie al coinvolgimento delle autorità locali (Comune di Lerici e Guardia Costiera), ma anche delle parti interessate e dei cittadini, il processo di riqualificazione della baia è iniziato con l’emanazione di un’ordinanza (314/2025) che vieta l’ancoraggio e l’ormeggio nella baia. Questo importante passo coinvolge l’intera comunità nel processo di cambiamento, rendendola parte attiva nell’adozione di misure contro il cambiamento climatico nel Golfo e nella protezione degli ecosistemi locali (figura 1).

Figura 1. Mappa della Baia di Santa Tersa con evidenza dell’area a mare interessata dal divieto di ancoraggio.
La rigenerazione della baia, già avviata grazie al progetto di citizens science ‘Muscoli ed Ostriche per la Rigenerazione della baia’, è stata potenziata attraverso l’ideazione e la progettazione di strutture stampate in 3D, alcune delle quali realizzate con materiali innovativi e circolari. Con il supporto dell‘osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa che acquisisce dati fisico-chimici, queste strutture (ovvero i reef) mirano a rigenerare gli habitat marini e a ripopolare le specie autoctone (ad esempio Ostrea edulis), dunque creare vere e proprie NBS.

Figura 2. Reef disegnati e progettati da ENEA nell’ambito di un progetto di tesi di dottorato tra ENEA e Università di Bologna (L. Caroscio). Per approfondimenti Caroscio et al. 2026
Nello specifico, nell’agosto 2005 sono state installati nel sito A, alla profondità di 10 m, due reef a base quadrata e triangolare (come figura 2) stampati con cemento compatibile con l’ambiente marino, mentre nel marzo 2026 sono stati installati nel sito B (figura 3), alla profondità di 6 m, tre reef a base quadrata stampati con cemento e conchiglie.

Figura 3. Mappa della Baia di Santa Teresa con le due aree, A e B, in cui sono posizionati rispettivamente 2 (area A) e 3 reef (area B). I cilindri verdi indicano i punti in cui sono presenti le componenti tecnologiche (sensori, nodi e sonde) dell’osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa.
Gli studi sulla colonizzazione dei reef di Smart Bay Santa Teresa sono appena iniziati; sono state condotte alcune campagne nei mesi di ottobre e novembre 2025 sui reef in area A, mentre nel luglio 2026 e nel settembre 2026 sono state effettuate campagne in entrambe le aree, A e B, in occasione dell’installazione dei sensori di temperatura. Nei prossimi mesi saranno effettuati controlli stagionali per monitorare la biodiversità dei reef, la successione ecologica e l’insediamento e la crescita delle ostriche, e monitorare il loro funzionamento come NBS.
Questo progetto rappresenta un esempio concreto di come azioni partecipative coordinate e basate sull’utilizzo degli ecosistemi possano apportare cambiamenti significativi sui territori e contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Economia Blu. La conoscenza del funzionamento degli ecosistemi, del loro potenziale e degli strumenti che possono generare (ad esempio le NBS in ambiente marino) hanno guidato questo progetto. Integrando ricerca, tecnologia, innovazione e cambiamenti sociali si è avviata la riprogettazione di un’area sovrasfruttata attraverso la definizione di uno spazio rigenerativo, dedicato alla sperimentazione e alla partecipazione dei cittadini. Sebbene il Progetto di Ripristino dell’ostrica piatta si possa dire appena avviato nel Golfo di La Spezia, le basi poste dalle azioni sviluppate nel corso di questo progetto costituiranno il fondamento per le future iniziative che Smart Bay Santa Teresa realizzerà nel prossimo futuro.
Progetto realizzato nell’ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione RAISE, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) nel quadro del PNRR (Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Project code: ECS00000035).
Immagine di copertina: E. Mancuso
