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	<title>Progetti | Smart Bay Santa Teresa</title>
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	<description>Laboratorio naturale di ricerca, tecnologia, acquacoltura e turismo sostenibile</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 08:32:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Progetti | Smart Bay Santa Teresa</title>
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	<item>
		<title>Dove il mare soffre di più: la mappa dei rischi del Golfo della Spezia</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/dove-il-mare-soffre-di-piu-la-mappa-dei-rischi-del-golfo-della-spezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 08:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Uno studio individua dove la biodiversità marina è più esposta alle attività umane e come ridurre i rischi Il Golfo della Spezia è uno dei luoghi più ricchi di vita marina del Mediterraneo. Qui si trovano aree protette come le Aree Marine Protette di Portovenere e delle Cinque Terre, il Parco Regionale di Montemarcello-Magra-Vara e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Uno studio individua dove la biodiversità marina è più esposta alle attività umane e come ridurre i rischi</h3>
<p>Il Golfo della Spezia è uno dei luoghi più ricchi di vita marina del Mediterraneo. Qui si trovano aree protette come le Aree Marine Protette di Portovenere e delle Cinque Terre, il Parco Regionale di Montemarcello-Magra-Vara e il Santuario Pelagos per i mammiferi marini. Sui suoi fondali crescono habitat preziosi: colonie del corallo mediterraneo <em>Cladocora caespitosa</em>, praterie di <em>Posidonia oceanica</em> e di <em>Cymodocea nodosa</em>, e le complesse “foreste animali”. Tutto questo convive con una costa sempre più urbanizzata e con attività intense come turismo, acquacoltura e traffico marittimo.</p>
<h2>Una mappa dei rischi</h2>
<p>Un gruppo di ricercatori ENEA (coordinato da E. Salvatori e A. Sebastiani) ha realizzato una valutazione completa dei rischi per gli habitat marini del Golfo, individuando le zone in cui la biodiversità è più esposta alla somma delle pressioni umane. Lo studio è stato condotto nell’ambito del progetto <a href="https://www.raiseliguria.it/">RAISE</a> (Spoke 4, Progetto 8), finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (<a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdf">PNRR</a>). Con un modello chiamato InVEST, i ricercatori hanno combinato i dati più aggiornati sulla distribuzione degli habitat con quelli su infrastrutture portuali, traffico marittimo, ancoraggi illegali, scarichi di acque reflue e altre pressioni lungo la costa.</p>
<h2>Cosa è emerso</h2>
<ul>
<li>Le zone più a rischio si concentrano lungo la costa, entro 250 metri dalla riva, e attorno a Portovenere, Palmaria, Tino e Tinetto. Qui habitat di grande valore ecologico si sovrappongono a un uso umano intenso.</li>
<li>Oltre 200 ettari di habitat marini sono a rischio medio e circa 6 ettari a rischio alto.</li>
<li>Tra gli ecosistemi più vulnerabili ci sono le praterie di <em>Posidonia</em> e di <em>Cymodocea</em>. Queste piante marine sostengono la biodiversità, migliorano la qualità dell’acqua, immagazzinano carbonio e proteggono le coste dall’erosione. Le minacce principali sono l’ancoraggio illegale delle barche da diporto, le infrastrutture portuali, lo sviluppo costiero e gli scarichi.</li>
<li>Anche la mitilicoltura è sotto pressione, per le attività legate al porto e per la crescente predazione da parte di gruppi di orate. Per gli operatori del settore le conseguenze economiche sono già significative.</li>
</ul>
<h2>Cosa si può fare</h2>
<p>Lo studio ha anche simulato scenari di gestione alternativi. Interventi mirati, come controlli più severi contro l’ancoraggio illegale e pratiche più sostenibili in porto e lungo la costa, potrebbero ridurre il rischio ambientale di oltre il 70% per alcuni habitat. Le mappe prodotte sono uno strumento concreto per le autorità pubbliche, i gestori del porto e chi decide le politiche del territorio; possono orientare le azioni di tutela, la pianificazione ambientale e i progetti di ripristino degli ecosistemi. Offrono inoltre una solida base scientifica per le soluzioni basate sulla natura, come il ripristino delle barriere di ostriche piatte autoctone, e sostengono la transizione del Golfo verso un futuro più resiliente e rispettoso dell’ambiente.</p>
<h2>Un metodo che vale oltre il Golfo</h2>
<p>Il metodo, che unisce mappe del rischio e simulazione di scenari di gestione, può essere applicato anche altrove. Molte coste del Mediterraneo, densamente popolate e ricche di biodiversità di rilievo mondiale, affrontano pressioni simili: trasporto marittimo, urbanizzazione, turismo e nuove infrastrutture. L’approccio sperimentato alla Spezia può aiutare a costruire strategie di gestione più efficaci e adattive in tutte queste aree.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2228" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-1.jpg" alt="" width="857" height="339" /></p>
<p>Figura. Mappe del rischio per gli habitat marini del Golfo della Spezia. A: rischio basso in tonalità di blu, medio in giallo chiaro, alto in rosso. B: assenza di rischio in blu, rischio basso in verde, medio in giallo, alto in rosso.</p>
<p><strong>Pubblicazione:</strong> Sebastiani A., Peirano A., Barsanti M., Lombardi C., Appolloni L., Ciuffardi T., Chiavetta C., Salvatori E., “Environmental Risk Assessment as a Tool to Enhance Maritime Spatial Planning in the Mediterranean Sea: The Case Study of the Gulf of La Spezia (North-Western Italy)”, <em>Environmental Management</em> 76, 277 (2026). <a href="https://doi.org/10.1007/s00267-026-02559-1">https://doi.org/10.1007/s00267-026-02559-1</a></p>
<p><em>Progetto realizzato nell’ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione</em><em> </em><strong>RAISE</strong><em>, finanziato dall’Unione Europea –</em><em> </em><strong>NextGenerationEU</strong><em>, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (</em><strong>MUR</strong><em>) nel quadro del</em><em> </em><strong>PNRR</strong><strong> </strong><em>(Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Project code:</em><em> </em><strong>ECS00000035</strong>)</p>
<h5>Immagine di copertina: Foreste Marine Animali nel Parco Naturale Regionale di Portovenere: <em>Eunicella</em> and <em>Lophogorgia </em>(gorgonie) e <em>Pentapora fascialis </em>(briozoo). Credits: E. Mancuso and P. Formis</h5>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Conoscere per ripristinare: l’ostrica piatta europea nel Golfo di La Spezia</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/conoscere-per-ripristinare-lostrica-piatta-europea-nel-golfo-di-la-spezia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 09:45:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Per secoli i banchi di ostrica piatta europea (Ostrea edulis) sono stati tra gli habitat costieri più diffusi nei fondali del Mediterraneo. Già in epoca romana questi molluschi venivano consumati e allevati: le cronache dell’epoca descrivono i primi impianti di ostricoltura. Crescendo l’una sull’altra, le ostriche costruiscono vere e proprie strutture tridimensionali, che fanno molto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Per secoli i banchi di ostrica piatta europea (<em>Ostrea edulis</em>) sono stati tra gli habitat costieri più diffusi nei fondali del Mediterraneo. Già in epoca romana questi molluschi venivano consumati e allevati: le cronache dell’epoca descrivono i primi impianti di ostricoltura. Crescendo l’una sull’altra, le ostriche costruiscono vere e proprie strutture tridimensionali, che fanno molto per l’ecosistema: offrono rifugio e superfici su cui insediarsi a tante altre specie, filtrano enormi quantità di acqua migliorandone la qualità e trattengono carbonio nelle loro conchiglie. Nell’ultimo secolo questi banchi sono quasi scomparsi dal Mediterraneo e dall’Atlantico europeo, a causa della pesca intensiva, delle malattie e del degrado degli ambienti costieri dovuto alle attività umane. Oggi l’ostrica piatta è una specie prioritaria per il ripristino ambientale in tutta Europa, e il suo recupero è uno degli obiettivi delle strategie europee per la biodiversità (fig.1).</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2215" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/IMG_3378.heic" alt="" width="516" height="688" /></p>
<p dir="ltr">Figura 1. Ostriche piatte in ambiente</p>
<h3 dir="ltr">Una buona notizia, e una lacuna da colmare</h3>
<p dir="ltr">Nel Golfo di La Spezia l’ostrica piatta è ancora presente, anche se non forma più veri e propri habitat. Non ci sono banchi: gli individui vivono per lo più isolati, attaccati a corde, catene e relitti a pochi metri di profondità. Di questa popolazione sappiamo ancora pochissimo. Quanti giovani si insediano nel corso dell’anno? Con quale velocità crescono? Quanti sopravvivono? Come reagiscono alle condizioni della baia e ai cambiamenti delle stagioni? Senza queste risposte, un progetto di ripristino parte da ipotesi invece che da misure e non ha modo di valutare i propri risultati.</p>
<h3 dir="ltr">Il progetto</h3>
<p dir="ltr">Il progetto di ricerca e dottorato è nato proprio per colmare questa lacuna. Finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e ideato da ENEA in collaborazione con l&#8217;Università di Milano-Bicocca, il progetto si posiziona e contribuisce alle attività di Smart Bay Santa Teresa. L’idea di fondo è semplice: prima di intervenire su un habitat, bisogna capire come funzionano gli organismi che lo costruiscono. Il lavoro di ricerca, condotto dalla dottoranda Erica Gabrielli, si è articolato in quattro obiettivi:</p>
<ol dir="ltr">
<li><strong>Conoscere la popolazione del Golfo.</strong> Seguiamo l’insediamento dei giovani, la crescita, la sopravvivenza e lo stato di salute degli adulti.</li>
<li><strong>Capire come reagiscono al caldo.</strong> Un esperimento condotto in condizioni controllate sul ostriche di schiudoio sarde, che ha affiancato le misure fisiologiche all’analisi dei geni che si attivano o si spengono quando gli adulti sono esposti a temperature elevate.</li>
<li><strong>Studiare la conchiglia.</strong> Sono state analizzate la conchiglia e la matrice organica che ne guida la costruzione, un aspetto ancora poco conosciuto in questa specie, che determina le proprietà del materiale di cui è fatto l’habitat, sia su ostriche del liguri, del Golfo, che sarde.</li>
<li><strong>Confrontare ostriche selvatiche e ostriche di schiuditoio.</strong> A livello molecolare, vogliamo capire se l’origine e la storia di allevamento lascino un segno nel modo in cui l’animale costruisce la propria conchiglia, confrontando ostriche del Golfo con quelle sarde.</li>
</ol>
<h3 dir="ltr">Perché è importante per la baia</h3>
<p dir="ltr">Il ripristino di un habitat come questo può seguire due strade, e il progetto le ha considerate entrambe. La prima è sostenere il reclutamento naturale, cioè la capacità della popolazione già presente di rinnovarsi (fig.2). Sapere quando e dove i giovani si insediano, quanto velocemente crescono e quanti sopravvivono permette di capire se le ostriche del Golfo possono rigenerarsi da sole, una volta che trovano un substrato adatto su cui stabilirsi. La seconda è l’introduzione di individui prodotti in schiuditoio, su cui si basa gran parte degli interventi di ripopolamento nel Mediterraneo. In questo caso è fondamentale capire se gli animali allevati siano equiparabili a quelli selvatici e se costruiscano la stessa conchiglia, grazia alla collaborazione con i colleghi di IMC. I dati raccolti dialogano direttamente con gli altri progetti attivi nella baia. L’<a href="https://smartbaysteresa.com/osservatorio-sottomarino-smart-bay-santa-teresa/">Osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa</a> misura in continuo i parametri fisici e chimici degli stessi siti in cui la popolazione è monitorata, e questo ci permette di leggere le risposte biologiche alla luce delle condizioni ambientali reali. I progetti <a href="https://smartbaysteresa.com/muscoli-ed-ostriche-per-la-rigenerazione-della-baia/"><em>Muscoli ed Ostriche per la Rigenerazione della Baia</em></a> e <a href="https://smartbaysteresa.com/rigenerare-la-baia-di-santa-teresa-attraverso-soluzioni-circolari-e-basate-sulla-natura/"><em>Rigenerare la Baia attraverso soluzioni circolari e basate sulla natura</em></a> hanno invece posizionato in mare strutture e reef realizzati con approcci circolari, con l’obiettivo di favorire il ripopolamento delle specie autoctone, ostrica piatta compresa. Le misure di insediamento, crescita e sopravvivenza raccolte sulle strutture naturali sono il termine di paragone per valutare come le nuove strutture vengono colonizzate.</p>
<p dir="ltr"><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2211" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/IMG_1851.heic" alt="" width="544" height="725" /></p>
<p dir="ltr">Figura 2. Cestelli utilizzati per l&#8217;ostricoltura nel Golfo di La Spezia adattati per gli studi sperimentali</p>
<h3 dir="ltr">Collaborazioni</h3>
<p dir="ltr">Le attività sperimentali sono state svolte presso il Centro di ricerca ENEA Santa Teresa e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con il sostegno di una rete di collaborazioni nazionali e internazionali:</p>
<ul dir="ltr">
<li>la <strong>Cooperativa Mitilicoltori Associati della Spezia</strong> ha contribuito alle attività di campo nell’area della molluschicoltura;</li>
<li>la <a href="https://www.fondazioneimc.it"><strong>Fondazione IMC di Oristano</strong></a> ha fornito supporto per lo studio della popolazione allevata in schiuditoio;</li>
<li>l’<strong>Università di St Andrews</strong> (Regno Unito) e l’<strong>Université de Bourgogne Europe</strong> (Digione, Francia), dove vengono condotte le analisi molecolari (fig.3).</li>
</ul>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2217" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/IMG_5716.heic" alt="" width="405" height="540" /></p>
<p>Figura 3. Preparazione dei campioni di ostriche per le analisi molecolari</p>
<p><em>Progetto realizzato nell’ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione </em><strong>RAISE</strong><em>, finanziato dall’Unione Europea – </em><strong>NextGenerationEU</strong><em>, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (</em><strong>MUR</strong><em>) nel quadro del </em><strong>PNRR </strong><em>(Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Project code: </em><strong>ECS00000035</strong>)<em> e nell&#8217;ambito del National Biodiversity Future Centre (</em><strong>NBFC</strong><em>) finanziato dall’Unione Europea – <strong>NextGenerationEU</strong>, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (<strong>MUR</strong>) nel quadro del <strong>PNRR </strong>(Missione 4, Componente 2, Investimento 1.4 – Project code: CN00000033) </em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rigenerare la Baia di Santa Teresa attraverso soluzioni circolari e basate sulla natura</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/rigenerare-la-baia-di-santa-teresa-attraverso-soluzioni-circolari-e-basate-sulla-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 15:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Rigenerare la baia: le soluzioni basate sulla natura a Santa Teresa Gli ecosistemi marini, i più estesi del pianeta, svolgono un ruolo fondamentale nei processi rigenerativi. Fornendo “servizi alle persone” (i cosiddetti servizi ecosistemici), che comprendono funzioni di regolazione, approvvigionamento, supporto e valore culturale, offrono soluzioni naturali contro il cambiamento climatico. Queste capacità naturali sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 dir="ltr">Rigenerare la baia: le soluzioni basate sulla natura a Santa Teresa</h3>
<p dir="ltr">Gli ecosistemi marini, i più estesi del pianeta, svolgono un ruolo fondamentale nei processi rigenerativi. Fornendo “servizi alle persone” (i cosiddetti servizi ecosistemici), che comprendono funzioni di regolazione, approvvigionamento, supporto e valore culturale, offrono soluzioni naturali contro il cambiamento climatico. Queste capacità naturali sono essenziali per ideare strategie che rigenerino gli ambienti più compromessi. Le Soluzioni basate sulla Natura (Nature-Based Solutions, NBS) sono strumenti ormai riconosciuti che sostengono la vitalità e la salute dei sistemi economici, creando e mantenendo percorsi rigenerativi. Il ripristino di ecosistemi, habitat e specie, l’adozione di approcci circolari, l’uso sostenibile delle risorse oceaniche e lo sviluppo di infrastrutture verdi lungo la costa contribuiscono tutti a questi percorsi. Insieme, possono garantire nel lungo periodo il ripristino di un ambiente naturale ricco di biodiversità e resiliente, a sostegno degli obiettivi europei di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e del raggiungimento dei traguardi internazionali al 2050.</p>
<h3>Un esempio concreto: il progetto RAISE</h3>
<p>In questo contesto internazionale, il progetto <a href="https://www.raiseliguria.it">RAISE</a> (Spoke 4, progetto 8) dimostra come azioni coordinate, partecipative e basate sugli ecosistemi possano portare cambiamenti significativi sui territori e contribuire agli obiettivi dell’UE. Unendo ricerca, tecnologia, innovazione e partecipazione della comunità, e operando all’interno della piattaforma di cooperazione Smart Bay Santa Teresa, il progetto ha contribuito a trasformare una baia portuale in uno spazio rigenerativo, aperto alla sperimentazione e alla partecipazione dei cittadini.</p>
<p dir="ltr">Il progetto ha raggiunto due obiettivi principali:</p>
<ol dir="ltr">
<li>proteggere la baia di Santa Teresa dall’ancoraggio, per preservare le tecnologie di monitoraggio e gli ecosistemi;</li>
<li>rigenerare la baia attraverso approcci circolari che creino NBS in ambiente marino.</li>
</ol>
<h3>Lavorare insieme alla comunità</h3>
<p>Grazie al coinvolgimento delle autorità locali (Comune di Lerici e Guardia Costiera), oltre che di stakeholder e cittadini, la trasformazione della baia è iniziata con <a href="https://www.guardiacostiera.gov.it/portale/documents/314488/1024211/Ord.+314_25.pdf/aa1ccaad-127d-26d7-7975-81e66dc4804e?version=1.0&amp;t=1763726908477null&amp;">un’ordinanza</a> (314/2025) che vieta l’ancoraggio e l’ormeggio nella baia. Questo importante passo ha coinvolto l’intera comunità nel processo, rendendola protagonista nell’azione contro il cambiamento climatico nel Golfo della Spezia e nella tutela degli ecosistemi locali (figura 1).</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2178" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/estratto-dellarea-interessata.jpg" alt="" width="495" height="419" /></p>
<p>Figura 1. Mappa della Baia di Santa Tersa con evidenza dell&#8217;area a mare interessata dal divieto di ancoraggio.</p>
<h3 dir="ltr">Barriere artificiali per la rigenerazione marina</h3>
<p dir="ltr">La rigenerazione della baia era già in corso grazie al progetto &#8216;<a href="https://smartbaysteresa.com/muscoli-ed-ostriche-per-la-rigenerazione-della-baia/">Muscoli ed Ostriche per la Rigenerazione della baia&#8217;</a>, si è ora rafforzata con la progettazione e lo sviluppo di &#8216;reef artificiali&#8217; stampati in 3D, realizzati con materiali innovativi e circolari. Create nell’ambito di un dottorato di ricerca congiunto tra ENEA e Università di Bologna, e supportate dall<a href="https://smartbaysteresa.com/osservatorio-sottomarino-smart-bay-santa-teresa/">&#8216;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa, </a>che raccoglie dati fisico-chimici, queste strutture mirano a rigenerare gli habitat marini e a ripopolare le specie autoctone, come l’ostrica piatta europea (<em>Ostrea edulis</em>), favorendo così lo sviluppo di NBS efficaci.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2181" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Reefs.jpg" alt="" width="523" height="294" /></p>
<p>Figura 2. Reef disegnati e progettati da ENEA nell&#8217;ambito di un progetto di tesi di dottorato tra ENEA e Università di Bologna (L. Caroscio). Per approfondimenti <a href="https://www.mdpi.com/2313-4321/11/5/95">Caroscio et al. 2026</a></p>
<p>Due reef artificiali realizzati secondo il progetto ENEA (figura 2) e stampati con cemento compatibile con l’ambiente marino sono stati posizionati a 10 m di profondità nel sito A ad agosto 2025. Altri tre reef, sempre basate sul progetto ENEA (a base quadrata) e stampati con cemento e conchiglie, sono stati posizionati a circa 6 m di profondità nel sito B a marzo 2026 (figura 3).</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-2183" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Figure-3.jpg" alt="" width="720" height="405" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Figure-3.jpg 720w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Figure-3-480x270.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 720px, 100vw" /></p>
<p>Figura 3. Mappa della Baia di Santa Teresa con le due aree, A e B, in cui sono posizionati rispettivamente 2 (area A) e 3 reef (area B). I cilindri verdi indicano i punti in cui sono presenti le componenti tecnologiche (sensori, nodi e sonde)  dell&#8217;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa.</p>
<h3 dir="ltr">Monitorare i risultati</h3>
<p dir="ltr">Gli studi sulla colonizzazione dei reef di Smart Bay Santa Teresa sono appena iniziati. Le campagne preliminari sono state condotte sui reef del sito A a ottobre e novembre 2025, e in entrambi i siti, A e B, a luglio e settembre 2026, quando sono stati installati i sensori di temperatura. Nei prossimi mesi, controlli stagionali permetteranno di monitorare la biodiversità sui reef, la successione ecologica e l’insediamento e la crescita delle ostriche.</p>
<h3 dir="ltr">Uno sguardo al futuro</h3>
<p dir="ltr">Questo progetto è un esempio concreto di come azioni coordinate, partecipative e basate sugli ecosistemi possano trasformare i territori e contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Blue Economy. La conoscenza del funzionamento degli ecosistemi, del loro potenziale e degli strumenti che possono offrire (come le NBS) ha guidato un progetto che ha unito ricerca, tecnologia, innovazione e cambiamento sociale per trasformare un’area sovrasfruttata in uno spazio rigenerativo, aperto alla sperimentazione e alla partecipazione dei cittadini. RAISE ha fatto progredire tecnologie e ricerca sulle specie chiave di valore commerciale e potenziale rigenerativo. Sebbene il Progetto di Ripristino dell’Ostrica piatta sia appena iniziato, le basi poste da questo lavoro sosterranno le future azioni di Smart Bay Santa Teresa.</p>
<p><em>Progetto realizzato nell’ambito dell’Ecosistema dell’Innovazione </em><strong>RAISE</strong><em>, finanziato dall’Unione Europea – </em><strong>NextGenerationEU</strong><em>, attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca (</em><strong>MUR</strong><em>) nel quadro del </em><strong>PNRR </strong><em>(Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Project code: </em><strong>ECS00000035</strong><em>).</em></p>
<p>Immagine di copertina: P. Formis e E. Mancuso</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ascoltare il porto</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/ascoltare-il-porto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 13:55:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della Smart Bay Santa Teresa – un laboratorio naturale dove ricerca scientifica, tecnologia e sostenibilità si incontrano – il suono diventa uno strumento per leggere il territorio. Figura 1 – La baia di Santa Teresa e il contesto di monitoraggio: un ambiente in cui natura e attività portuali convivono. La baia di Santa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span lang="IT">Nel cuore della Smart Bay Santa Teresa – un laboratorio naturale dove ricerca scientifica, tecnologia e sostenibilità si incontrano – il suono diventa uno strumento per leggere il territorio.</span></div>
<div><img /><img class="" /><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2164" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-1.png" alt="" width="605" height="412" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-1.png 605w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-1-480x327.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 605px, 100vw" /></div>
<div>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 1 – La baia di Santa Teresa e il contesto di monitoraggio: un ambiente in cui natura e attività portuali convivono.</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La baia di Santa Teresa è un ambiente unico, sospeso tra natura e attività portuali: un contesto in cui gli ecosistemi marini convivono con le pressioni antropiche. In questo equilibrio delicato, il paesaggio sonoro rappresenta una chiave di lettura fondamentale per comprendere come queste due dimensioni interagiscono.</p>
<h2>Il progetto “Ascoltare il porto”</h2>
<p style="font-weight: 400;">“Ascoltare il porto”, sviluppato dal CNR – Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR-ILC), <strong>nasce con l&#8217; obiettivo di trasformare il suono in conoscenza</strong>. Tradizionalmente il rumore viene misurato in decibel, ma questa informazione da sola non basta: ciò che conta davvero è come il suono viene percepito.</p>
<p style="font-weight: 400;">“Ascoltare il porto” propone quindi un approccio innovativo che unisce due dimensioni:</p>
<ul>
<li><strong>misure fisiche</strong>, raccolte tramite sensori acustici</li>
<li><strong>percezione umana</strong>, raccolta attraverso questionari online</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">L’integrazione di questi due livelli permette di costruire una rappresentazione più completa e realistica dell’ambiente sonoro. <span style="font-weight: 400;">Questo approccio integrato permette di superare i limiti delle misure tradizionali: il suono viene analizzato non solo come fenomeno fisico, ma come esperienza vissuta, influenzata da fattori psicologici, sociali e contestuali.</span></p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2166" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-2.png" alt="" width="600" height="425" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-2.png 600w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-2-480x339.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 600px, 100vw" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 2 – Schema del sistema: integrazione tra dati acustici (sensori), percezione umana (questionari) e mappe semantiche.</em></p>
<h2>Dal dato al significato</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il contributo innovativo del CNR-ILC consiste nell’utilizzo della linguistica computazionale per interpretare il suono attraverso il linguaggio. Analizzando grandi quantità di testi della lingua italiana, sono stati identificati 476 aggettivi legati ai concetti di “suono” e “rumore”. Questi termini sono stati selezionati e organizzati per descrivere in modo strutturato l’esperienza sonora. In questo modo, i dati acustici diventano più comprensibili e vicini all’esperienza quotidiana, trasformandosi in descrizioni come:</p>
<p style="font-weight: 400;">tranquillo, caotico, piacevole, disturbante.</p>
<h2>Monitoraggio nella baia</h2>
<p style="font-weight: 400;">Nella Smart Bay Santa Teresa il monitoraggio acustico viene effettuato tramite sensori installati in punti strategici della baia. I dispositivi registrano continuamente:</p>
<ul>
<li>livelli di rumore (dBA)</li>
<li>livello sonoro equivalente (LeqA)</li>
<li>variazioni nel tempo con alta risoluzione</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">I dati vengono trasmessi in tempo reale e raccolti in una piattaforma centralizzata, permettendo un’analisi costante dell’ambiente sonoro.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2168" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-3.jpg" alt="" width="502" height="228" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-3.jpg 467w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-3-300x136.jpg 300w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 3 – Sensore acustico installato nella baia per il monitoraggio continuo dell’ambiente sonoro.</em></p>
<h2>Mappe che raccontano il suono</h2>
<p style="font-weight: 400;">Uno degli elementi più innovativi del progetto è la realizzazione di <strong>mappe acustiche semantiche</strong>. Il territorio viene suddiviso in aree (celle esagonali) all’interno delle quali vengono integrati:</p>
<ul>
<li>valori fisici del rumore</li>
<li>parole ed emozioni associate dai cittadini</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Il risultato è una mappa che non mostra solo quanto rumore c’è, ma anche <strong>come viene vissuto</strong>. Le mappe permettono inoltre di osservare come la percezione cambi nel tempo e nello spazio, evidenziando patterns legati alle attività umane e alle diverse condizioni ambientali. È possibile esplorare esempi di queste mappe (realizzate in ambito portuale) qui: <a href="https://www.percezione-sonora.it/it/raise">https://www.percezione-sonora.it/it/raise</a></p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2170" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-4.png" alt="" width="638" height="360" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-4.png 638w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/10/Picture-4-480x271.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 638px, 100vw" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Figura 4 – Esempio di mappa acustica semantica: ogni area (cella esagonale) integra dati acustici e descrizioni linguistiche della percezione sonora.</em></p>
<h2>Il ruolo delle persone</h2>
<p style="font-weight: 400;">Il progetto coinvolge direttamente cittadini e lavoratori portuali attraverso attività di <strong>citizen science</strong>. Un questionario online, basato sullo standard internazionale ISO (soundscape), permette di raccogliere:</p>
<ul>
<li>descrizioni dell’ambiente sonoro</li>
<li>valutazioni qualitative (es. piacevole, caotico, tranquillo)</li>
<li>reazioni a diversi stimoli acustici</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Il questionario è stato somministrato tramite la piattaforma percezione-sonora.it ed è stato progettato per raccogliere informazioni su due livelli: la valutazione dell&#8217;ambiente sonoro reale nel momento e nel luogo dell&#8217;intervista, e la valutazione di tracce audio specifiche. La struttura consente quindi di confrontare percezione situata e percezione mediata dall&#8217;ascolto di registrazioni affiancando ai dati tecnici la dimensione percettiva.</p>
<h2>Cosa ci insegna il suono</h2>
<p style="font-weight: 400;">Le analisi mostrano che il rumore non è solo una questione di intensità. A parità di livello sonoro:</p>
<ul>
<li>alcuni ambienti risultano più accettabili di altri</li>
<li>il contesto influenza fortemente la percezione</li>
<li>la qualità percepita è strettamente legata al significato attribuito ai suoni</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Le prime analisi evidenziano inoltre come ambienti con livelli sonori simili possano essere percepiti in modo molto diverso: ciò conferma che la qualità dell’ambiente sonoro dipende anche dal contesto e dalle aspettative delle persone.</p>
<h2>Perché è importante</h2>
<p style="font-weight: 400;">“Ascoltare il porto” contribuisce agli obiettivi della Smart Bay fornendo strumenti utili per:</p>
<ul>
<li><strong>supportare</strong> <strong>le</strong> <strong>decisioni</strong> di amministrazioni e stakeholder</li>
<li><strong>migliorare</strong> <strong>la pianificazione</strong> <strong>urbana</strong> <strong>e costiera</strong></li>
<li><strong>sviluppare</strong> <strong>nuova conoscenza</strong> <strong>scientifica</strong> sul rapporto tra suono e percezione</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Comprendere il paesaggio sonoro significa progettare ambienti più vivibili e sostenibili.</p>
<h2>Prospettive</h2>
<p style="font-weight: 400;">Le attività nella baia rappresentano un primo passo verso un monitoraggio sempre più integrato. Gli sviluppi futuri includono:</p>
<ul>
<li>integrazione con altri dati ambientali</li>
<li>ampliamento della partecipazione dei cittadini</li>
<li>evoluzione delle mappe e degli strumenti di analisi</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">L’obiettivo è costruire una visione sempre più completa del rapporto tra ambiente, tecnologia e percezione.</p>
<h2>Partecipa anche tu!</h2>
<p style="font-weight: 400;">Contribuire è semplice: basta compilare uno dei questionari online (uno solo e una sola volta per persona).</p>
<ul>
<li><a href="https://www.percezione-sonora.it/surveymanager/40#/">https://www.percezione-sonora.it/surveymanager/40#/</a></li>
<li><a href="https://www.percezione-sonora.it/surveymanager/41#/">https://www.percezione-sonora.it/surveymanager/41#/</a></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Per esplorare i risultati:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.percezione-sonora.it/it/risultati">https://www.percezione-sonora.it/it/risultati</a></li>
<li><a href="https://www.percezione-sonora.it/it/raise">https://www.percezione-sonora.it/it/raise</a></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">Per maggiori informazioni: Davide Chiarella presso l’Istituto di Linguistica Computazionale &#8220;Antonio Zampolli&#8221; UoS di Genova.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: center;"><em>Progetto realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Ecosistema dell&#8217;Innovazione </em><strong>RAISE</strong><em>, finanziato dall&#8217;Unione Europea – </em><strong>NextGenerationEU</strong><em>, attraverso il Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca (</em><strong>MUR</strong><em>) nel quadro del </em><strong>PNRR </strong><em>(Missione 4, Componente 2, Investimento 1.5 – Project code: </em><strong>ECS00000035</strong><em>).</em></p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Osservatorio Sottomarino Smart Bay Santa Teresa</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/osservatorio-sottomarino-smart-bay-santa-teresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:43:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa è una infrastruttura della piattaforma di cooperazione Smart Bay Santa Teresa. E&#8217; stato realizzato grazie al contributo dei Progetti del Piano di Ripresa e Resilienza dedicati al potenziamento delle infrastrutture quali EMBRC-UP &#8220;Unlocking the potential for health and food from the seas&#8221; e degli ecosistemi dell&#8217;innovazione quali RAISE &#8220;Robotics [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa è una infrastruttura della piattaforma di cooperazione Smart Bay Santa Teresa. E&#8217; stato realizzato grazie al contributo dei Progetti del Piano di Ripresa e Resilienza dedicati al potenziamento delle infrastrutture quali <a href="https://www.szn.it/index.php/it/ricerca/programmi-e-progetti-di-ricerca/progetti-strategici-nazionali/embrc-unlocking-the-potential-for-health-and-food-from-the-seas-–-embrc-up">EMBRC-UP</a> &#8220;Unlocking the potential for health and food from the seas&#8221; e degli ecosistemi dell&#8217;innovazione quali <a href="https://www.raiseliguria.it">RAISE</a> &#8220;Robotics and AI for Socio-economic Empowerment&#8221;. Inoltre, l&#8217;osservatorio rappresenta il risultato di una collaborazione tra Smart Bay Santa Teresa e diversi attori del territorio tra cui il Parco Naturale Regionale di Porto Venere e diversi comandi della Marina Militare.</p>
<p>Basato sulla tecnologia IoUT (Internet of Underwater Things) per la trasmissione dei dati, l&#8217;osservatorio include cinque stazioni, una nella baia di Santa Teresa (verde), due nella molluschicoltura (rosso) e due nel Parco Naturale Regionale di Porto Venere (blu) (Figura 1).</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2126" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Slide1-1.png" alt="" width="660" height="371" srcset="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Slide1-1.png 660w, https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Slide1-1-480x270.png 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 660px, 100vw" /></p>
<p>Figura 1. Localizzazione delle stazioni dell&#8217;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa e siti collegati alle infrastrutture e reti europee eLTER e JERICO.</p>
<p>L&#8217;osservatorio è diviso in tre sotto sistemi per garantire la migliore gestione nella trasmissione dei dati: Santa Teresa, Porto Venere e Tinetto. Tutti i sottosistemi sono provvisti di modem acustici sottomarini (nodi) per la trasmissione dati, dotati di un sensore di temperatura, e di sonde ad alta precisione per l&#8217;acquisizione di di parametri fisico chimici:</p>
<ul>
<li>N° 2 ProOceanus CO2-Pro CV per le misure, via infrarossi. di pressione parziale di CO2 gassosa disciolta in acqua;</li>
<li>N° 4 YSI EXO 2 sonde multi parametriche che forniscono dati sulla qualità dell&#8217;acqua registrando parametri quali: temperatura, conducibilità, pH, ossigeno disciolto, torbidità e clorofilla;</li>
<li>N° 5 Z-Pulse Doppler correntometro, sensore a singolo punto basato su acustica Doppler backscatter, per misurare velocità e direzione della corrente in mare;</li>
<li>N° NORTEK AWAC profilatore di corrente che acquisisce velocità e direzione di corrente lungo la colonna d&#8217;acqua;</li>
<li>N° 1 SeaBird SBE19plus V2 CTD sonda multi parametrica con sensore per l&#8217;ossigeno SBE43 and SBE63 e aggiunta di sensore ottico Optode per le misure di ossigeno, che fornirà profili verticali lungo la colonna d&#8217;acqua misurando temperatura, conducibilità, ossigeno disciolto, torbidità e clorofilla;</li>
<li>N° 2 Seabird SeaPhOx, SBE37-SMP- ODO sonde mulriparametriche con sensore SeaFET per misure di pH, oltre che temperatura, conducibilità, ossigeno disciolto, torbidità e clorofilla;</li>
<li>N° 1 GUARD-ONE, sistema di acquisizione e trasmissione di immagini autonomo ed &#8216;intelligente&#8217; per il riconoscimento di organismi marini.</li>
</ul>
<p>Il sistema Santa Teresa (Figura 2), è localizzato all&#8217;interno del Golfo di La Spezia, ad un batimetria compresa tra 3 e i 10 m di profondità. Composto da 10 nodi di trasmissione dati, è il sistema più articolato dell&#8217;osservatorio, e comprende una stazione dentro la baia di Santa Teresa e due stazioni entro la diga nella molluschicoltura. Ciascuno dei 10 nodi è dotato di un sensore di temperatura, sei sono collegati a sonde ad alta precisione per l&#8217;acquisizione di parametri quali: temperatura, salinità, ossigeno, clorofilla, torbidità, pH e corrente. Un nodo è collegato ad un sensore per l&#8217;acquisizione della pressione parziale di anidride carbonica (pCO2). Nello specifico, le stazioni strumentate S6 e S10, S02 e S09 sono posizionate nella molluschicoltura entro diga, mentre S05 e S07 sono nella baia di Santa Teresa. Le sonde acquisiscono 1 dato l&#8217;ora e, grazie alla rete di nodi, trasmettono i dati per via acustica sottomarina in tempo reale al modem GSM (Gateway), che riceve i dati marini attraverso un idrofono collegato al gateway (S00, Figura 2) custodito presso la Cooperativa di Mitilicoltori Associati.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2124" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Strumenti-Santa-Teresa-1.png" alt="" width="631" height="355" /></p>
<p>Figura 2. Sistema di Santa Teresa: nodi di trasmissione, sonde ad alta precisione con relativi parametri acquisiti e gateway con idrofono.</p>
<p>Il sistema Porto Venere (Figura 3), posizionato ad un batimetria compresa tra 2.5 e i 7 m di profondità, consta di tre nodi di trasmissione dati (P01-P03), ciascuno dei quali è dotato di un sensore di temperatura. I nodi (P01 e P03) sono dotati di sonde ad alta tecnologia per l&#8217;acquisizione di parametri quali: temperatura, salinità, ossigeno, clorofilla, torbidità, pH. Il nodo P01 è posizionato nella molluschicoltura verso l&#8217;Isola Palmaria, mentre il nodo P03, dotato anche di un correntometro per l&#8217;acquisizione di velocità e direzione della corrente in superficie, si trova dal lato di Porto Venere, in prossimità del gateway. Le sonde acquisiscono 1 dato l&#8217;ora e, grazie alla rete di nodi, trasmettono i dati per via acustica sottomarina in tempo reale all&#8217;idrofono collegato al gateway (P00, Figura 3), custodito presso il Comune di Porto Venere.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2128" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Strumenti-Portovenere.png" alt="" width="642" height="361" /></p>
<p>Figura 3. Sistema di Porto Venere: nodi di trasmissione, sonde ad alta precisione con relativi parametri acquisiti e gateway con idrofono.</p>
<p>Il sistema Tinetto (Figura 4), posizionato ad una batimetria compresa tra 8 e 22 m di profondità, rappresenta &#8216;il bianco&#8217; dell&#8217;osservatorio, poiché inserito nel Parco Naturale Regionale di Porto Venere, esternamente al Golfo. Questo sotto sistema consta di due componenti, una a terra, localizzata sull&#8217;Isola del Tino e dotata di gateway e idrofono (T00), e una stazione a mare, localizzata sulla boa di delimitazione dell&#8217;area di tutela marina (T01), dotata di sonde ad alta tecnologia per l&#8217;acquisizione di parametri quali: temperatura, salinità, ossigeno, clorofilla, torbidità, pH e pCO2. Questo sistema è inoltre dotato di un profilatore di corrente per la misura di velocità e direzione della corrente lungo la colonna d&#8217;acqua. Le sonde acquisiscono 1 dato l&#8217;ora e trasmettono i dati per via acustica sottomarina in tempo reale all&#8217;idrofono collegato al gateway T00 (Figura 4), alimentato da pannello solare.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignnone wp-image-2130" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/11/Strumenti-Tinetto.png" alt="" width="667" height="375" /></p>
<p>Figura 4. Sistema Tinetto: nodi di trasmissione, sonde ad alta precisione con relativi parametri acquisiti e gateway con idrofono.</p>
<p>L&#8217;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa costituisce è inserito in infrastrutture di ricerca e reti europee. Nello specifico, tutti i sistemi dell&#8217;osservatorio sono inseriti tra i servizi dell&#8217;infrastruttura <a href="https://embrc.it/en/home-english/">EMBRC</a> (European Marine Biological Resource Centre) che sul territorio è presente con il Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA di Santa Teresa. I sistemi di Porto Venere e Tinetto sono inseriti nel sito del <a href="https://www.lteritalia.it/?page_id=1462">Mar Ligure Orientale</a> della Rete <a href="https://elter-ri.eu">eLTER</a> e il solo sistema del Tinetto contribuirà insieme all&#8217;osservatorio intelligente sviluppato dal CNR (SmartOb), nell&#8217;ambito del PNRR <a href="https://itineris.cnr.it">ITINERIS</a> &#8220;Empowering Italys&#8217; Environmental Future&#8221;, all&#8217;infrastruttura <a href="https://www.jerico-ri.eu">JERICO. Tutti i dati acquisiti sono resi disponibili attraverso data centres con licenza CC-BY in accordo con la</a><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/legislation-open-data"> policy europea sull&#8217;Open Data.</a></p>
<p>I dati acquisiti dall&#8217;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa vengono validati attraverso metodi analitici realizzati su campioni di acqua prelevati mensilmente in corrispondenza delle stazioni osservative. Il sistema di carbonati, l&#8217;ossigeno disciolto, la clorofilla, i nutrienti vengono analizzati nei laboratori del Centro Ricerche Ambiente Marino ENEA Santa Teresa, la cui strumentazione è stata potenziata grazie ai PNRR EMBRC-UP e ITINERIS, a supporto dell&#8217;osservatorio. Tutti i dati acquisiti nell&#8217;ambito dell&#8217;infrastruttura sono resi disponibili attraverso data centres con licenza CC-BY in accordo con la<a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/en/policies/legislation-open-data"> policy europea sull&#8217;Open Data.</a></p>
<p style="font-weight: 400;">L&#8217;osservatorio sottomarino Smart Bay Santa Teresa rappresenta un&#8217;infrastruttura di eccellenza per il monitoraggio ambientale marino nel Mediterraneo. Grazie alla sua integrazione nelle reti europee di ricerca EMBRC, eLTER e JERICO, i dati raccolti contribuiscono alla comprensione dei cambiamenti climatici e alla tutela della biodiversità marina, fornendo informazioni preziose per la gestione sostenibile delle risorse del mare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Per visualizzare i dati dell’osservatorio, in forma di tabelle e grafici, visita le sezioni qui sotto:</p>
<p><a href="https://www.afs.enea.it/abordo/GraficoW_Tabella.png">Tabelle</a></p>
<p><a href="https://www.afs.enea.it/abordo/GraficoW10_Temperatura(°C).png">Grafici Temperatura</a></p>
<p><a href="https://www.afs.enea.it/abordo/GraficoW10_Clorofilla-a(ug_l).png">Grafici Clorofilla</a></p>
<p><a href="https://www.afs.enea.it/abordo/GraficoW10_Torbidita(FNU).png">Grafici Torbidità</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mimesis – Biodiversità e l’uso del mondo. Residenza di festa: emozione, pensiero, azione (28-31 agosto 2025)</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/mimesis-biodiversita-e-luso-del-mondo-residenza-di-festa-emozione-pensiero-azione-28-31-agosto-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 08:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://smartbaysteresa.com/?p=2091</guid>

					<description><![CDATA[REPORT INTEGRATO: MIMESIS_Report Integrato “l&#8217;Uomo è il più mimatore fra tutti gli esseri e per mezzo del mimismo egli acquisisce tutte le cognizioni”. Questo ci dice Aristotele nella Poetica (IV,2). Con maggior precisione antropologica l&#8217;uomo è un animale interazionalmente mimatore. Vale a dire che soltanto l&#8217;uomo “comprende” le interazioni del Reale. Dobbiamo partire dall&#8217;interazione: noi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>REPORT INTEGRATO: <a href="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2026/05/MIMESIS_Report-Integrato.pdf">MIMESIS_Report Integrato</a></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“l&#8217;Uomo è il più mimatore fra tutti gli esseri e per mezzo del mimismo egli acquisisce tutte le cognizioni”</em>. Questo ci dice Aristotele nella Poetica (IV,2).</p>
<p style="font-weight: 400;">Con maggior precisione antropologica l&#8217;uomo è un animale <em>interazionalmente</em> mimatore. Vale a dire che soltanto l&#8217;uomo “comprende” le interazioni del Reale. Dobbiamo partire dall&#8217;interazione: noi non siamo altro che dei ricettori di Interazioni, di cui risuona il Cosmo in quell&#8217;immenso riecheggiatore universale di cui non riusciremo mai a conoscere tutte le vibrazioni nel suo infinito turbine di energia. Noi non percepiamo le vibrazioni al disotto o al disopra di una certa intensità. Fra le onde normalmente selezionate, le più importanti sono le onde luminose attraverso le quali noi percepiamo gli oggetti, gli elementi della Natura. Questi oggetti si riverberano in noi, grazie agli occhi che li rigioca, in modo microscopico o macroscopico, prendendone una più o meno viva coscienza. Ci sono vibrazioni che noi cogliamo anche attraverso l&#8217;aria, il calore e poche altre correnti vibrazionali che noi riceviamo e che possiamo per analogia costruire in noi in quello che chiamiamo il nostro mondo invisibile.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>L&#8217;uso come cura. </em></strong>Certo non consumo, né abuso. La cura in quanto “totalità originaria” implica che venga prima di ogni comportamento e di ogni situazione dell&#8217;uomo la sua più nobile inclinazione, l&#8217;esserci. L&#8217;uso dei luoghi. Nella meravigliosa cornice della Baia di S. Teresa di Lerici proponiamo 3 giorni di contemplazione, gioco, dialoghi, pratiche laboratoriali. La dimensione temporale della residenza si struttura sul ritmo della comunità e della convivialità. In contrapposizione a una società rumorosa ed agitata la residenza Mimesis propone un’esperienza immersiva in cui praticare uno svuotamento del tempo all’interno di una dimensione collettiva. Ogni giornata è scandita da tre attività accompagnate da relativi momenti di assenza, spazi individuali di vuoto da vivere nei luoghi, nel patrimonio naturale che lo circonda. Le attività e i pasti sono gli spazi della convivialità, intesa come esperienza del vivere insieme in un luogo e in un tempo differente. Gli invitati e i partecipanti pernotteranno all’interno della Scuola di Mare nell’intento di creare una comunità temporanea che interagisce e si confronta per la durata del seminario.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Il libero uso del proprio è la cosa più difficile”</em> F. Holderlin</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Programma del corso:</strong></p>
<p>Giovedì: Arrivo e accoglienza, cena, Introduzione al luogo e passeggiata negli spazi della Baia di S. Teresa, Dialogo serale</p>
<p style="font-weight: 400;">Venerdì: * Respiro, Colazione, Laboratorio “L&#8217;uso dei corpi”, Pranzo, Via dell’acqua”, * Respiro, Cena con “Deriva in barca notturna”</p>
<p style="font-weight: 400;"> Sabato: * Respiro, “Via dell’acqua, Colazione, Laboratorio “l&#8217;uso dei corpi”, Pranzo, “Via della terra”, * Respiro, Cena</p>
<p style="font-weight: 400;">Domenica: * Respiro, Colazione, “Vie dell’acqua e della terra”, Pranzo, Dialogo di chiusura</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Laboratorio uso dei corpi: </em>L&#8217;uso dei corpi non è un sistema, è forse un modo, più una maniera sottile di costruire un processo di disattivazione dai propri automatismi, dal rischio (ordinario) di irrigidimento sistematico e dalla ripetizione di sé e del proprio “repertorio relazionale”. Gesti, respiri, sguardi, suoni, vertigini, inciampi, porteranno al risveglio di un mondo tattile altro di fiducia e ascolto di sè, dell&#8217;altro, della Natura, contribuendo alla scoperta di potenzialità nascoste e di gusti inattesi. Il gioco è quello di integrare questo approccio nelle molteplici vie proposte: d&#8217;acqua, di terra e di cielo nell&#8217;azzardo di un nuovo stare, assieme.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em> ….Una linea continua separa il regno del mare dalle terre emerse: due mondi distinti, due modalità di esistenza, due forme di respiro….</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Via della terra: </em>In questa esperienza osserveremo il mondo &#8220;di sopra&#8221;, quello che ha scelto la solidità della terra, l’equilibrio dell’aria, e l’apparente stabilità come condizione per la vita. Ci muoveremo tra le forme di adattamento delle piante che, evolutivamente, hanno deciso di restare ferme. In quella quiete, esse hanno elaborato strategie complesse di resistenza, imparando ad abitare spazi estremi, come quelli che si trovano lungo le coste: deserti salati, caldi, aridi, ventosi e mutevoli. Attraverso un approccio sensoriale raccoglieremo informazioni e impressioni dal paesaggio. Questo processo ci permetterà di connetterci in modo più profondo con la terra, riscoprendo quel &#8220;verde indistinto&#8221; che fa da sfondo costante – e spesso dimenticato – alla nostra esistenza. Questo laboratorio invita a un’esplorazione attenta, rispettosa, corporea: per capire come la terra possa essere abitata, toccata, ascoltata. Per imparare a leggere le tracce della vita vegetale e coglierne la forza silenziosa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Via dell&#8217;acqua: </em>Questa esperienza sarà dedicata al mondo &#8220;al di sotto della linea di marea&#8221;, popolato da quegli organismi che si sono adattatati a vivere in un ambiente di costante cambiamento, in cui aria ed acqua si alternano in un ritmo guidato dalla marea. Alba e tramonto rappresentano due momenti importanti, di risveglio e di preparazione al riposo, in cui le specie, sia in movimento che sul fondale, si manifestano, e la loro osservazione attenta, in un momento di pace e quiete libere da disturbi di origine umana, permette di creare una connessione profonda con l’ambiente e la vita che lo popola. Cercheremo, in questi momenti di alternanza di luce ed ombre, di osservare le specie che vivono la baia di S. Teresa, scoprendo la meraviglia di una biodiversità che prende spazio, che vive e si adatta quando tutto attorno, fuori, muta. Questo laboratorio sarà un’esplorazione della vita in mare attraverso il sentire, il percepire personale, il vivere un’esperienza immersiva in un ambiente – l’acqua- che percepiamo come distante ma da cui abbiamo origine.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I docenti</strong>. Il corpo docente include ricercatori con formazione in ambito ecologico, sia terrestre che marino, psicologi, filosofi e docenti di teatro, esperti di giochi di ruolo e formatori, operatori del mare, tutti con comprovata esperienza e provenienti da enti di ricerca, enti di formazione e associazioni accreditati a livello nazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Chiara Lombardi.</em> Dottore di ricerca in ecologia marina sperimentale dal 2008, ricercatore ENEA dal 2010, studia le risposte di organismi marini calcificanti che formano architetture sommerse minacciati dal cambiamento climatico ed il loro ruolo all’interno di strategie di adattamento al cambiamento climatico. Autore di oltre 80 pubblicazioni e coordinatrice di progetti di ricerca nazionali ed internazionali. Dal 2021 coordina Smart Bay Santa Teresa, piattaforma di cooperazione per la creazione di un primo ‘ecosistema mare uomo’ completamente sostenibile istituita da ENEA, CNR, INGV, Municipalità di Lerici, Scuola di Mare Santa Teresa e Cooperativa di Mitilicoltori Associati. Guida subacquea e snorkelling, svolge da oltre 20 anni attività di Citizen Science partecipando e coordinando stage formativi residenziali sul tema del mare, in collaborazione con Parchi ed Aree Marine Protette ed Associazioni, sia per il pubblico generico che per l’Università.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Patrizia Menegoni.</em> Ricercatrice, naturalista, dottore di ricerca in Scienze Botaniche, si occupa di analisi e monitoraggio delle trasformazioni ambientali a seguito di pressioni ed impatti antropici mediante l’utilizzo delle piante come bioindicatori; di ecologia vegetale applicata alla pianificazione territoriale e al potenziamento del patrimonio naturalistico, agricolo e paesaggistico; di inquinanti emergenti e del rapporto tra ecosistema, tecnosistema ed economia.<br />
E’ stata: amministratore della <em>Environmental</em> project soluzioni per l’ambiente srl, una società di servizi per l’editoria scientifica e gli studi ambientali; Responsabile del laboratorio “Gestione Sostenibile degli Agroecosistemi” di ENEA , uno spazio della ricerca dedicato all’analisi ambientale per una concreta applicazione dei principi della sostenibilità.<br />
Autrice di oltre 100 articoli, responsabile di vari progetti di comunicazione scientifica per la promozione della Flora d’Italia, lavora alla costruzione di luoghi della ricerca orientati al confronto, alla co-progettazione, alla creatività e crescita collettiva</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Andrea De Magistris.</em> Filosofo, educatore e regista teatrale attivo da più di 15 anni nella ricerca teatrale e nelle arti performative. Direttore artistico di <em>Dynamis</em> collabora con architetti, scienziati, urbanisti, sociologi, filosofi, teologi, con progetti di formazione, performance, eventi situazionisti, dialoghi e pratiche laboratoriali in teatri, festival, musei, università, monasteri e molti altri spazi non convenzionali. Il lavoro parte da un’impostazione concettuale di matrice teatrale, fa ricorso ad un impianto relazionale corporeo e può utilizzare alcune tecniche e pratiche derivanti della danza, dalle arti marziali, e dalle influenze delle filosofie orientali, tutto rivolto ad un pensiero critico. Negli ultimi anni incentra il suo lavoro sulla connessione tra arte e scienza rivolto principalmente ad una conversione interiore e la creazione di comunità temporanee di convivialità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Giovanna Nisi.</em> Pedagogista e psicologa clinica, specializzata in mindfulness e gestione emotiva. Ha maturato esperienza in contesti scolastici, sanitari e socio-giuridici, accompagnando persone e gruppi in percorsi di crescita e consapevolezza. In ENEA si occupa di salute e sicurezza, benessere psicologico, ricerca psicosociale e formazione, offrendo anche uno spazio psicologico di ascolto dedicato ai dipendenti. Conduce percorsi sulla leadership con intelligenza emotiva, sulla gestione delle abilità sociali e sulla consapevolezza relazionale, con un’attenzione costante al miglioramento personale e collettivo. Collabora con l’Istituto Europeo di Psicologia Positiva in progetti formativi che mettono al centro lo sviluppo delle risorse personali e relazionali. Specializzata nel lavoro con i gruppi, li considera un potente strumento trasformativo per osservare, riflettere, confrontarsi e svilupparsi; contesti in cui le dinamiche relazionali, le parole e anche i silenzi diventano terreno fertile per evolvere, creare connessioni significative e alimentare consapevolezza.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Marco Bonin.</em> Sviluppatore software, geologo e ideatore amatoriale di giochi da tavolo e di ruolo. Da oltre vent’anni unisce rigore tecnico, pensiero creativo e passione, muovendosi tra il mondo della programmazione, della natura e quello dell’immaginazione. Formatosi come geologo con una laurea magistrale in Scienze Geologiche, ha approfondito tematiche come sedimentologia, micropaleontologia e rilevamento geologico, collaborando anche alla catalogazione e gestione di reperti museali. Parallelamente ha costruito una solida carriera nel settore informatico come analista e team leader, sviluppando progetti complessi in ambito software. Appassionato di narrazione e game design, coltiva da sempre l’interesse per i giochi di ruolo, intesi come strumenti capaci di generare empatia, immaginazione collettiva e consapevolezza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nata all’interno di Smart Bay S. Teresa, l&#8217;iniziativa fa parte del <a href="https://www.biodiversitygateway.it">Gateway della Biodiversità</a> del <em>National Biodiversity Future Centre</em> (NBFC) ed è inclusa nei Cammini della Rete Ecologica di Monitoraggio a Lungo Termine <a href="https://www.lteritalia.it/wordpress/?page_id=926">LTER</a> per il Sito del Mar Ligure Orientale; il corso viene realizzato inoltre in collaborazione con l’<a href="http://www.iepp.es/it/">istituto Europeo di Psicologia Positiva</a> (IEPP) e con il coinvolgimento del <a href="https://www.cug.enea.it/il-cug-enea.html">CUG</a>, che promuove il benessere psicologico per favorire processi di riflessione e per esplorare nuove forme di consapevolezza e relazione uomo-natura.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Informazioni generali:</strong> Check-in giovedì 28 dalle ore 18:30, Check-out domenica 31 dalle ore 16:00</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Cosa portare</strong>: La baia di S. Teresa è un ecosistema speciale che Scuola di Mare insieme a Smart Bay S. Teresa (https://smartbaysteresa.com) stanno cercando di mantenere e proteggere in un contesto di forte pressione antropica. Gli ospiti della Baia sono chiamati ad integrarsi a questo spirito e cercare di vivere la baia e l’esperienza a Scuola di Mare in modo eco-sostenibile, analogamente ad un’esperienza in barca i cui fondamenti sono: collaborazione e condivisione, uso consapevole delle risorse (acqua), riduzione degli sprechi e dell’inquinamento (plastica e sapone). Per questo motivo, ad ogni partecipante è richiesto di portare:  borraccia personale: viene utilizzata acqua potabile della base, saponi compatibili con l’ambiente (non sono forniti kit di cortesia), accappatoio/telo doccia personale, sacco a pelo/lenzuolino-coperta</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Per le attività in mare</em>: ai partecipanti è richiesto di portare maschera personale, boccaglio e pinne. I mutini saranno forniti dall’organizzazione per chi ne avrà necessità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Per attività a terra</em>: scarpe ed abbigliamento comodi per camminare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>Abbigliamento:</em> antivento, cappello, costume, crema solare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Alloggi</strong>: Gli alloggi di Scuola di Mare sono tutti organizzati con letti a castello in camere da 2 a 8 posti letto. Ogni camera ha il suo bagno privato. Non sono presenti phon per asciugare i capelli.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quota di partecipazione</strong>: 300,00 euro a persona (inclusa quota associativa) Potrebbero esserci quote carburante/cambusa da dividere sull’ordine di 25,00 &#8211; 30,00 euro ad allievo che saranno specificati meglio al termine delle iscrizioni in relazione al numero di allievi presenti. Ricevuta: Scuola di Mare emette ricevuta. È necessario fornire i dati (nome + cognome, luogo di residenza, codice fiscale e indirizzo mail). Comprende: 3 colazioni, 3 pranzi, 3 cene, 3 notti, Docenze, laboratori ed escursioni in mare e a terra, Quota associativa per le attività svolte e Copertura assicurativa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Per iscriversi al corso compilare il seguente modulo on line:</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La registrazione sarà aperta fino al 31/07/2025. L’accettazione al corso verrà comunicata via email da Scuola di Mare entro 10/08/2025 unitamente alle indicazioni per il versamento della quota di partecipazione</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Indicazioni per il parcheggio: </strong>Per coloro che verranno in auto, è possibile parcheggiare l’auto nelle vicinanze della Scuola di Mare in apposito spazio, nello specifico un posteggio condiviso con fondo in ghiaia (<strong>P</strong>). Invece, NON E’ PERMESSO SOSTARE NE’ POSTEGGIARE nel piccolo spazio antistante il cancello bianco di Scuola di Mare ( DIVIETO  ) che è necessario lasciare libero e disponibile ai mezzi di Scuola di Mare.</p>
<p><img /><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-2103" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2025/06/Screenshot-2025-06-06-at-17.17.28-300x267.png" alt="" width="300" height="267" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://scuoladimare.com">Qui</a> per approfondire meglio la filosofia di Scuola di Mare e approcciare a questo luogo così speciale per vivere tutti la migliore esperienza possibile; <a href="https://scuoladimare.com/contatti-scuola-di-mare/#indicazioni">Come raggiungere la Scuola di Mare,</a>Tel.: +39 348 8183008</p>
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		<title>PlaCala – La Plastica e il Cambiamento Climatico</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/2001/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jul 2023 14:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Ecosistemi acquatici e biodiversità sono al centro della ricerca sull’inquinamento da plastica e dei cambiamenti climatici, il loro effetto combinato e come queste due pressioni di origine antropica interagiscano sull’oceano e i suoi ecosistemi è ancora poco noto. La plastica contribuisce all’emissione globale di gas serra durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Ecosistemi acquatici e biodiversità sono al centro della ricerca sull’inquinamento da plastica e dei cambiamenti climatici, il loro effetto combinato e come queste due pressioni di origine antropica interagiscano sull’oceano e i suoi ecosistemi è ancora poco noto. La plastica contribuisce all’emissione globale di gas serra durante tutto il suo ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento e gli eventi estremi determinati dal cambiamento climatico contribuiscono alla dispersione peggiorando l’inquinamento da plastica, con impatti su ecosistemi organismi e anche sull’uomo. L’indagine sull’impatto ecologico delle microplastiche nell’ambiente marino, e nello specifico sulle comunità di plancton e necton, è uno degli obiettivi della <em>Marine Strategy Framework Directive</em> (2008/56/CE). La raccolta dei rifiuti spiaggiati inoltre, consente la messa a punto di misure per la riduzione degli input e testarne l’efficacia in linea con il <em>Circular Economy Action Plan</em> e la <em>European Strategy for Plastics in a Circular Economy</em>. Il progetto <b>PLACALA</b>&#8211; la plastica ed il cambiamento climatico, realizzato anche grazie al sostegno della <a href="https://www.compagniadisanpaolo.it/it/">Fondazione Compagnia di San Paolo</a> nell’abito del bando “Re:azioni. Difendi l’ambiente, contribuisci al benessere di domani”, si fonda su un approccio Citizen’s Science per raggiungere obiettivi formativi, divulgativi e scientifici. Della durata di un anno, <b>PLACALA </b>coinvolgerà di bambini e adulti in uscite per raccolta dati e laboratori ludico-didattici ‘sul campo’, a bordo della barca “Moby Dick” dell’<a href="https://associazioneperilmare.it">Associazione per Il Mare</a>. I partecipanti avranno modo di: 1. imparare e conoscere le bellezze e i problemi degli impatti antropici sul Golfo della Spezia, acquisendo le tecniche e gli strumenti per il monitoraggio del mare e conoscendo il lavoro svolto dagli enti di ricerca di Smart Bay S. Teresa; 2. monitorare lo stato di salute del mare e raccogliere dati utili per studi scientifici svolti dagli enti del territorio ma non solo, contribuendo allo studio delle interazioni tra organismi marini, inquinamento microplastico e altri fattori di stress antropico. I dati ed i campioni raccolti durante le uscite verranno poi analizzati stagionalmente da ENEA (CR Casaccia-Laboratorio Biodiversità e Servizi Ecosistemici) per studiare la presenza e la diffusione di micro e nano plastiche in mare in prossimità delle stazioni di monitoraggio Smart Bay S. Teresa, inserendo un ulteriore tassello di conoscenza nel Golfo della Spezia. <b>PLACALA </b>si occuperà di far conoscere le peculiarità del Golfo dei Poeti, in cui Natura e Uomo convivono, dove siti di pregio naturalistico (Siti UNESCO, SIC, siti Natura 2000) ed ecosistemi marini di pregio si affiancano ad aree fortemente antropizzate, come le marine turistiche e l’area portuale. Il progetto si occuperà di far comprendere come questi due aspetti possano convivere attraverso lo sviluppo di atteggiamenti virtuosi e azioni che abbiano al centro la conoscenza e tutela degli ecosistemi marini del Golfo della Spezia, su alcuni dei quali si basano gli antichi mestieri del mare come la mitilicoltura, e che rappresentano il nostro futuro (<a href="https://unfccc.int/topics/cooperative-activities-and-sdgs/action-on-climate-and-sdgs">UNFCCC Agenda 2030, SDG 14</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>S&#038;R4Seas &#8211; Vela e ricerca insieme per monitorare l&#8217;oceano</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/sr4seas-sailing-and-research-for-monitoring-the-ocean/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 13:35:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Osservare, misurare e quantificare il cambiamento che sta avvenendo dell’oceano è una delle sfide e priorità a livello globale (UNESCO Agenda 2030) ma è anche estremamente difficile. La vastità e diversità degli ambienti e delle profondità che lo caratterizzano, molti ancora inesplorati, e la necessità di impiegare importanti risorse economiche e tecnologiche, nonché di ricerca, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Osservare, misurare e quantificare il cambiamento che sta avvenendo dell’oceano è una delle sfide e priorità a livello globale (<a href="https://www.unesco.it/it/News/Detail/425">UNESCO Agenda 2030</a>) ma è anche estremamente difficile. La vastità e diversità degli ambienti e delle profondità che lo caratterizzano, molti ancora inesplorati, e la necessità di impiegare importanti risorse economiche e tecnologiche, nonché di ricerca, fa si che i dati che riusciamo ad acquisire dall’oceano sono ancora toppo pochi. Ecco perché è importante che la ricerca, insieme alla tecnologia e a gli <em>users</em> sostenibili del mare sviluppino progettualità condivise per acquisire dati ed ampliare lo conoscenze del nostro prezioso oceano.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>S&amp;R4Seas</strong> rappresenta dunque un importante esempio di sinergia tra sport &#8211; la vela &#8211; ricerca e tecnologia con l’obiettivo di implementare l’acquisizione di dati fisico chimici dell’Oceano attraverso rotte in tutto il mondo. Nato dalla collaborazione tra il velista Giovanni Soldini e la società Orca srl e Smart Bay S. Teresa, il <em>core</em> tecnologico del progetto è il sistema per il monitoraggio multi-parametrico <a href="https://subctech.com/ocean-monitoring/systems/surface/oceanpack-race/"><em>OceanPack &#8211; RACE</em></a>, prodotto da <em>subCtech</em> ed installato sul <a href="https://maserati.soldini.it/?lang=it">trimarano Maserati Multi 70</a>, guidato da Giovanni Soldini che acquisirà dati quali temperatura, salinità, ossigeno e pCO<sub>2</sub> (entro 1 m di profondità) durante la navigazione. Questi dati verranno analizzati e validati dagli istituti di ricerca di Smart Bay Santa Teresa attraverso controllo della qualità dei dati acquisti, tramite il confronto con strumenti <em>in situ</em> (validazione in campo) del <a href="https://smartbaysteresa.com/grafici-rilevamenti/">sistema di monitoraggio di</a> Smart Bay S. Teresa ed indagini analitiche.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>S&amp;R4Seas </strong>ha come fine ultimo la condivisione dei dati acquisiti con il mondo scientifico e soprattutto la diffusione delle conoscenze sul cambiamento in atto in oceano al grande pubblico, attraverso campagne <em>social media</em> ed iniziative rivolte alle scuole. La protezione dell’oceano parte dalla conoscenza e solo la cooperazione può permettere il raggiungimento di importanti risultati per il nostro futuro.</p>
<p><img /><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-1979" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2023/01/temperature-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /> <img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-1981" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2023/01/salinity-300x254.png" alt="" width="300" height="254" /> <img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-1983" src="https://smartbaysteresa.com/wp-content/uploads/2023/01/Unknown-1-300x252.png" alt="" width="300" height="252" /></p>
<p>Figura. Mappe di intensità di temperatura (°C), salinità (PSU) e concentrazione di CO<sub>2</sub> (ppm) acquisite da Maserati Multi70 durante la rotta di giugno 2022. Profondità di campionamento: 1m, numero di stazioni misurate: 95970, tasso di campionamento in condizioni di operatività: 1 dato ogni 10 secondi.</p>
<p style="font-weight: 400;">
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Test a lungo termine di GUARD 1- il sistema di acquisizioni di immagini &#8220;intelligente&#8221;</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/test-a-lungo-termine-di-guard-1-il-sistema-di-acquisizioni-di-immagini-intelligente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 11:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[Per comprendere il funzionamento degli ecosistemi marini e tenere traccia degli impatti che l&#8217;uomo sta causando sui sistemi naturali, la comunità scientifica è impegnata nell&#8217;esplorazione e monitoraggio delle processi dinamici della biodiversità marina. L&#8217;accurato monitoraggio degli ecosistemi marini richiede lo sviluppo di soluzioni tecnologiche ed innovative che permettano l&#8217;acquisizione di dati in continuo e in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Per comprendere il funzionamento degli ecosistemi marini e tenere traccia degli impatti che l&#8217;uomo sta causando sui sistemi naturali, la comunità scientifica è impegnata nell&#8217;esplorazione e monitoraggio delle processi dinamici della biodiversità marina. L&#8217;accurato monitoraggio degli ecosistemi marini richiede lo sviluppo di soluzioni tecnologiche ed innovative che permettano l&#8217;acquisizione di dati in continuo e in ambienti remoti. Per raggiungere questo obiettivo, c&#8217;è urgente necessità di avere a disposizione nuove tecnologie per il monitoraggio in continuo dei sistemi naturali e, in particolare, i sistemi basati sull&#8217;acquisizione di video stanno diventando tra gli strumenti più importanti per un monitoraggio non invasivo dell&#8217;ambiente e dei suoi ecosistemi. In questo contesto, il <strong>GUARD1 &#8211; </strong>sistema per acquisizione di immagini intelligente (European Patent EP 2863257 B1<a href="applewebdata://47224D8B-1E7F-4A8A-B086-EABF2516F2A7#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>) è stato concepito per acquisire immagini a lungo termine sia come elemento collegato a piattaforme mobili (e.g. AUV, USV, Argo Float, drifter buoys) sia come elemento <em>stand-alone</em> e in osservatori fissi (e.g. moorings, piattaforme, osservatori cablati). Il sistema è stato sviluppato in collaborazione con <a href="https://www.onairweb.com/">OnAIR srl</a> compagnia software esperta in soluzioni basate su intelligenza artificiale (IA) e comproprietaria, con il CNR, dell&#8217; European Patent EP 2863257 B1 sulla quale si basa il GUARD1 e <a href="https://www.oengineering.eu/guard-1/">OEngeenirieng srl</a>, sviluppatore di componenti hardware di GUARD1.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span style="font-weight: 400;">I test condotti in SMART BAY S.TERESA con il sistema intelligente GUARD1 sono realizzati nel contesto del progetto</span></strong> <a href="https://enduruns.eu">ENDURUNS</a> e focalizzati sull&#8217;acquisizione autonoma di immagini, individuazione e classificazione di pesci, nello specifico, e trasmissione delle immagini e dati di rilievo alla stazione a terra. Le attività di GUARD1, di test e future, contribuiscono ad integrare i sistemi di AI presenti in SMART BAY S. TERESA, con particolare focus sullo studio, design e sviluppo di osservatori marini intelligenti basati su hardware innovativi e soluzioni di IA in collaborazione con le imprese locali e che collaborano con SMART BAY S. TERESA, a beneficio di tutto il territorio, PA e cittadini, per il miglioramento della conoscenze degli ecosistemi marini del Golfo della Spezia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Muscoli ed Ostriche per la Rigenerazione della Baia</title>
		<link>https://smartbaysteresa.com/muscoli-ed-ostriche-per-la-rigenerazione-della-baia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ChiLomb]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 16:34:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://smartbaysteresa.com/?p=1864</guid>

					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="et_pb_section et_pb_section_0 et_section_regular" >
				
				
				
				
					<div class="et_pb_row et_pb_row_0">
				<div class="et_pb_column et_pb_column_4_4 et_pb_column_0  et_pb_css_mix_blend_mode_passthrough et-last-child">
				
				
				<div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_0  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p style="font-weight: 400; text-align: justify;">I gusci dei molluschi, mitili ed ostriche, a base di carbonato di calcio (CaCO<sub>3</sub><a href="https://smartbaysteresa.com/cosa-sai-dei-servizi-ecosistemici/">) </a>sono dei biomateriali di grande importanza ed il loro riutilizzo può produrre notevoli benefici per l‘ambiente ed elevati vantaggi per l’economia. Ad oggi però, la gestione degli scarti, derivanti dalla produzione e dalla ristorazione, rappresenta ancora un problema su scala globale con costi molto elevati. Sebbene da oltre 20 anni si conosca il potenziale di ‘valorizzazione dei gusci’, cioè il valore dei gusci da un punto di vista economico, sociale ed ambientale (particolarmente pertinente in un sistema che mira al riciclo, allo scarto zero dall’industria ed a sistemi economici circolari) ad oggi ancora non esistono soluzioni veramente sostenibili per il loro riutilizzo in ambiente marino. Le maggiori quantità di gusci di scarto vengono impiegati in due settori principali: l’industria alimentare del pollame e l’agricoltura, che però non sempre incontrano criteri di sostenibilità. Esiste un altro settore molto importante, poco studiato ma con grosse potenzialità di sostenibilità, all’interno del quale si inserisce il presente progetto, che riguarda il riutilizzo delle conchiglie nell’ambiente marino attraverso la creazione di strutture ad “impatto 0” che agevolino l’insediamento di organismi che forniscono servizi ecosistemici (<a href="https://smartbaysteresa.com/cosa-sai-dei-servizi-ecosistemici/">progetto correlato</a>)</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>The Oyster Project.</em> Il progetto, che nasce dalla cooperazione tra ricerca, molluschicoltura, pesca, piccole medie imprese del tessile (<a href="https://www.linkedin.com/company/stefano-cipriani-studio/">Studio Cipriani</a>), municipalità, associazioni di turismo sostenibile ed educazione ambientale ha come obiettivo la realizzazione di strutture costituite da bio-materiali (iuta, canapa) e/o materiali riciclati dalla pesca e gusci di scarto derivanti dalla produzione di ostriche (<em>Crassostrea gigas</em>), per fornire dati preliminari sull’efficacia di soluzioni (<em>reef</em>) circolari nella rigenerazione di una parte della baia, ricca di biodiversità, ma fortemente impattata.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il progetto ha tre obiettivi principali: 1) riutilizzare scarti di produzione della molluschicoltura per la creazione di soluzioni per aiutare la rigenerazione dell’ambiente marino (i.e. promozione della biodiversità); 2) testare biomateriali o materiali di origine vegetale (iuta, canapa) in mare, nonché riciclare materiali di attrezzature usate nella pesca, di origine naturale per una seconda vita; 3) coinvolgere attivamente i produttori, i pescatori e i cittadini in un progetto rivolto alla rigenerazione del mare, sensibilizzandoli, con azioni pratiche (recupero di scarti di produzione, recupero di materiali per una seconda vita, realizzazione di soluzioni circolari da testare in mare), sull’importanza di realizzare soluzioni sostenibili che, inserite in ambienti marini fortemente impattati, possano essere impiegate come soluzioni per il recupero e la rigenerazione di habitat (<em>Habitat Restoration</em>).</p></div>
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